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Ok al decreto mutui-pignoramenti: ecco quando la banca si prende la casa. Tutte le novità in 5 punti

Dal Consiglio dei Ministri è uscito il decreto sui mutui e sui pignoramenti delle casa per coloro che non pagano le rate. Il governo ha accolto alcune indicazioni provenienti dalle commissioni parlamentari confermando le 18 rate non pagate per il pignoramento (e non 7 come previsto inizialmente), più tutela e diritto di informazione per i consumatori, la non retroattività della norma e il principio di estinzioni del debito anche se il ricavo dal pignoramento della casa è inferiore. Tutte novità già discusse nei mesi scorsi dopo la prima versione del decreto-mutui che aveva fatto infuriare associazioni di consumatori e opposizioni. Il CDM ha ulteriormente limato il testo, che dovrebbe arrivare a breve in Gazzetta Ufficiale. In vista della sua entrata in vigore è utile ricordare quali sono le novità.

Pignoramento della casa
Banca e cliente possono concordare di inserire nel contratto di mutuo una clausola che prevede la vendita diretta della casa, senza bisogno di passare dall’asta immobiliare nel caso di mancato pagamento della rate del mutuo. Nella prima versione del decreto mutui il numero di rate che avrebbe fatto scattare il pignoramento della casa era fissato a 7, anche non consecutive, ma nella versione licenziata ieri dal consiglio dei ministri si conferma il numero di 18 rate non pagate, anche non consecutive. In alcuni casi per l’asta immobiliare possono passare anche 7 anni, superando questo passaggio la vendita diretta della casa avrà tempi più rapidi.

No alla retroattività
Il decreto mutui sarà valido soltanto per i contratti di mutuo futuri, quelli firmati dopo l’entrata in vigore della legge. Il CDM conferma un altro punto critico del decreto, ovvero la non retroattività della legge. Ciò significa che sui contratti di mutuo già in vigore non è possibile applicare la clausola per il pignoramento diretto della casa. L’ipotesi di vendere direttamente la casa dopo 18 rate non pagate non è prevista nemmeno nei casi di surroga dei contratti di mutuo precedentemente sottoscritti.

Il debito si estingue 
Questo è un punto molto importante. Il debito che il cliente ha contratto con la banca non pagando le rate del mutuo si considera estinto nel momento della vendita dell’immobile anche se il ricavato fosse inferiore al valore del debito. In caso di valore superiore invece il cliente ha diritto a incassare l’eccesso. Se io ho un debito con la banca di 100 mila e dalla vendita della mia casa la banca incassa solo 80mila euro, il mio debito è comunque estinto, la banca non può chiedermi i 20mila euro mancanti per arrivare a 100mila. Al contrario se il mio debito è di 100mila euro e l’incasso della banca è di 150mila euro, io ho il diritto ad avere i 50mila euro accedono il valore del mio debito.

Assistenza obbligatoria del consulente
Questa è una delle modifiche dell’ultima ora. Il governo ha accolto le richieste delle commissioni parlamentari che chiedevano l’introduzione dell’obbligo dell’assistenza del consumatore che intenda inserire la clausola di pignoramento nel suo contratto di mutuo da parte di un consulente. In un primo momento, l’assistenza di un consulente era prevista come facoltativa.

Penale sull’estinzione del debito
La direttiva europea sui mutui dalla quale deriva il decreto italiano dà la facoltà ai Paesi europei di decidere se applicare o meno una penale sull’estinzione anticipata dei mutui. Il governo ha scelto di non introdurre una penale che in Italia è stata abolita nel 2007 dall'allora ministro per le Attività Produttive Pier Luigi Bersani.

Fonte: International Business Time